L’Europa che vogliamo è, prima di tutto, un’Europa unita, forte, un’Europa non solo monetaria.
Perché dico non solo monetaria? Perché dobbiamo necessariamente uscire da questa crisi
epocale, da questo baratro nel quale siamo tutti sprofondati nel 2002 con l’avvento dell’euro.
Questa crisi attuale va ricercata anche e soprattutto nella crisi dei valori, ma noi speriamo e
vogliamo, entro un paio d’anni, gridarlo fortemente che in Italia e in Europa siamo riusciti a
cambiare qualcosa. Qualcosa nel modo di vivere, di pensare, di consumare; nel modo di
credere che si possa, tutti quanti insieme, cambiare il futuro del nostro Paese e della nostra
Europa. Le Nazioni aderenti e gli Stati membri portano avanti politiche nazionalistiche che
debbono mutare. Ecco allora la nostra Europa: un’Europa delle Politiche del lavoro, che
significano benessere, benessere che a sua volta significa, senza ombra di dubbio, una diversa
e migliore qualità di vita.

Un’Europa delle Politiche sulla sicurezza, che non deve essere lasciata ed affidata unicamente
agli Stati membri, ma condivisa. Il tema deve essere un tema comune. Sicurezza in tutta
Europa perché, ad esempio, esiste un’immigrazione selvaggia, che dobbiamo contrastare, ma
esiste, soprattutto, un’immigrazione (fondamentale) di transumanza delle popolazioni che non
avendo risposte ai bisogni primari, sono costrette a migrare verso i Paesi più ricchi. Abbiamo il
dovere di aiutarli! Il capitalismo, il consumismo, la globalizzazione hanno creato un divario
enorme fra ricchezza e povertà; fra Stati dove i diritti dell’uomo sono tutelati dagli Statuti e dalle
costituzioni e Stati dove questi diritti non esistono, vuoi per ideologie , vuoi per religioni.
L’Europa deve essere forte e dare una sicura accoglienza ai popoli extra CEE, affinché
possano sopravvivere. Gli Stati più forti non devono correre e lasciare indietro i paesi più deboli
come la Grecia, il Portogallo, la Romania, etc. Dobbiamo fare in modo che questo divario sia
colmato quanto prima. Sono assolutamente contrario all’esasperato Nazionalismo. Vedo tanti
sfascisti ed opportunisti che dobbiamo contrastare per dare ai popoli più bisognosi speranza e
garanzia. Ritorniamo al messaggio del Santo Padre; le sue parole sono frustate sulla schiena di
chi dimentica l’importanza della dottrina cristiano-sociale.

Sicurezza perché ci sono situazioni di tipo criminoso e delinquenziale che vanno combattute.
Siamo abituati a parlare di mafia e a pensare alla Sicilia, sbagliamo. La mafia di oggi non è solo
quella; è la mafia russa, la mafia cinese, la mafia slava, la mafia calabrese, c‘è la camorra, la
Sacra Corona Unita, quella africana. E’ anche quella che viene dai Paesi più tristemente usi ad
una vita diversa, inferiore proprio come qualità della vita stessa. A questo punto si evince
chiaramente che la mafia va oltre i confini del nostro Paese, quindi, ripeto, sicurezza, politiche di
sicurezza per reprimere la criminalità organizzata e contenere la micro-criminalità.

L’Europa che vogliamo è quella delle Politiche ambientali: in questo mondo ci dobbiamo vivere,
non avvelenarci, non morire. Abbiamo il dovere di volerci bene, ecco perché le Politiche
ambientali sono importanti. Politiche energetiche e rinnovabili per essere autonomi nel nostro
paese.

L’Europa che vogliamo è quella di una Sanità di qualità, dove il cittadino non deve essere
costretto ad andare da una parte all’altra del Paese per fare, ad esempio, un intervento di
tumore, non devo essere costretto a migrare perché di là ci sono gli strumenti che da noi non ci
sono o se a pagamento ci sono per poche persone!

Le professionalità, i cervelli, la disoccupazione intellettuale cresce al Sud di più rispetto al Nord,
dove troviamo strutture migliori per fare le TAC, le diagnosi, le risonanze magnetiche la
diagnostica elettronica, la prevenzione delle cure domiciliari e la tele medicina futuristica. Tutto
ciò è umiliante , lesivo della dignità del malato e del nostro stesso Paese. Quindi una sanità di
qualità assicurata a tutti, non solo nei grandi centri, ma anche nei paesi e nelle periferie invece
che tagliare i fondi per la sanità e destinarli ad altri comparti come avviene da molti anni.

L’Europa che vogliamo è quella di una Politica di Sviluppo del Turismo, Turismo europeo,
Turismo Internazionale, quello culturale, quello gastronomico, quello da paesagistica, oltre al
Turismo dei singoli Stati..L’Europa che vogliamo deve dare grande significato allo sviluppo
dell’agricoltura in tutte le sue manifestazioni. Prevedere un ritorno all’agricoltura biologica senza
pesticidi salutare per poter esportare ovunque il nostro made in Italy.

E poi le Politiche Comunitarie perché solo un’Europa che ha politiche comunitarie condivise e
condivisibili può essere forte.

Politiche energetiche rinnovabili e pulite, politiche economiche unitarie e comunitarie. Non basta
che un Paese abbia una velocità ed uno un’altra, gli Stati membri debbono essere messi in
condizione di avere tutti la stessa velocità, non possono avere velocità diverse perché questo
significa creare diversità che non agevolano e non sviluppa la forza e la coesione dell’Europa.

Politiche sociali ed umanitarie. In Europa ci sono molti portatori di handicap che io chiamo
diversamente abili, ce ne sono sempre di più: gli incidenti aumentano sul lavoro creando molti
invalidi civili ma anche incidenti stradali, che creano ogni anno nuovi invalidi civili. Allora la
politica sociale e umanitaria per i cittadini che sono, purtroppo, più bisognosi di attenzioni e di
amorevoli cure è una condicio sine qua non. Sarebbe un’Europa più civile, quella che vogliamo
ridisegnare, quindi tutto questo programma che voglio portare a Strasburgo e che porterò in
televisione, nelle piazze tra la gente , è un programma per UN’EUROPA PIU’ EUROPA E PIU’
FUTURO.
QUESTA E’ L’EUROPA CHE HANNO PENSATO I PADRI FONDATORI, UNA EUROPA CHE
SIA “ STATI UNITI D’EUROPA “
Diversamente siamo disposti ad uscire da questa Europa, e tornare ad essere un paese ed un
POPOLO SOVRANO.

ANTONINO MAGISTRO
PRESIDENTE P.D.I.

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